Paul Gauguin alla fine del 1800 lo scelse come rifugio d’ispirazione. Come dargli torto, è un piccolo borgo immerso nel verde, con un corso d’acqua che lo attraversa muovendosi rapido tra le pale dei mulini. Qui fondò una scuola di pittura e con cavalletto, tela bianca e pennelli, passeggiava lungo le sponde del fiume insieme ai suoi colleghi pittori in cerca del soggetto giusto.

Che vita dura quella degli artisti, pare sia un concentrato così smielato di poesia il loro peregrinare tra natura e luoghi di pace che, quasi quasi vien voglia di emularli peccato che, per quanto mi riguarda, anche unire i puntini numerati della settimana enigmistica risulta già un metodo di disegno piuttosto difficile, non vorrei strafare.

E mentre qualcuno faceva fatica a riempire i sacchi di farina e si accaldava davanti al forno dei biscotti, lui e i suoi colleghi ci davano dentro con colori e pennellate copiando questo paesaggio romantico e i suoi abitanti.

Oggi anche i mugnai si son fatti furbi, la piazza principale e le vie del centro sono una vera e propria galleria d’arte. Le vetrine dei diversi pittori si susseguono rincorrendosi sino al porto. (dalle 13 alle 15 troverete quasi tutto chiuso perché qui il tempo lo usano per vivere bene e non per far piacere ai turisti)

Ho visitato il bosco dell’amore, in solitaria, come faceva quel paraculo di Gauguin e l’ho trovato uno dei sentieri più noiosi mai percorsi. Forse la magia si sprigiona solo se in coppia. Se siete appassionati d’arte e amanti di questo pittore però, potrete divertirvi nell’andare in giro per il paese a scovare il punto esatto in cui Paul si è fermato a dipingere, vi sorprenderete nel ritrovare la facciata di una casetta o una morbida curva del tratto del fiume.

 

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