Sì…

…Sì quella è una gamba e non qualsiasi altra cosa vi sia venuta in mente. D’altro canto non poteva essere altrimenti perché a scolpire queste rocce è stato un ex-sacerdote.

Abbé Fouré, questo il suo nome, venne colpito da un ictus che lo costrinse ad abbandonare i suoi fedeli e a ritirarsi in questo piccolo paesino per condurre una vita più solitaria, sicuramente scelta forzata dal fatto che l’ictus gli aveva comportato una graduale e inarrestabile sordità.

Chissà come andò la cosa. Intendo dire… sarà tornato di corsa a casa a prendere martello e scalpello? Cioè…passeggiando come al suo solito sopra le scogliere a picco sul mare ha visto una grossa roccia di granito e ha detto: “questa la trasformo in un volto, anzi no in una donna, anzi no deciso! la faccio diventare una lucertola gigante.” Difficile fare supposizioni ma quello che è certo è che a nessuno è mai venuto in mente di fermarlo. Un lunghissimo progetto artistico, se così possiamo definirlo.

Ben ventisei anni di martellate sulla pietra dura. Sotto il sole, il vento e la pioggia suppongo. Ventisei anni sicuramente passati in posizioni scomodissime che persino un fachiro diplomato cercherebbe di evitare. Piegato su se stesso per poter scolpire un profilo d’uomo, accucciato in bilico sulla cresta della costa per dare vita a trecento figure di vario genere rappresentanti scene religiose, di pirati, animali e guerrieri.

C’è niente di più folle e grandiosamente assurdo?

Direi che due euro e cinquanta per fermarsi cinque minuti ad osservare il risultato di anni di fatica, sia quasi doveroso. Lo si fa per l’artista e non per l’opera in sé e, sopratutto, per godere qualche attimo di questo panorama incantevole e delle bizzarre forme adagiate sul granito.

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